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By: Loretta Sebastiani
   

Biotecnologie in agricoltura e zootecnia

L'alimentazione è uno dei punti chiave per l'umanità e agricoltura e zootecnia ne sono i capisaldi.
Per questo motivo nel secolo passato e ancora di più agli albori del terzo millennio si sono concentrati gli sforzi di centri di ricerca pubblici e privati per incrementare e migliorare le produzioni.

L'aumento progressivo della popolazione mondiale (le previsioni sono di 8 miliardi di persone tra il 2020 e il 2025 contro i 6 miliardi attuali), la necessità di garantire a tutti cibo e acqua in modo adeguato e di eradicare finalmente la fame nel mondo nel prossimo decennio rende necessario raddoppiare le produzioni agricole. Queste, a loro volta, sono strettamente collegate alla zootecnia visto che il 30% è destinato all'alimentazione animale.
Il XX secolo ha assistito ad un netto miglioramento delle tecniche agronomiche con relativo aumento di produttività (la cosiddetta rivoluzione verde) ma ha avuto come conseguenza un notevole impatto ambientale (dall'erosione dei suoli alla persistenza nell'ambiente di fertilizzanti e pesticidi con le note conseguenze anche a livello sanitario). In più bisogna fare i conti con il cambiamento climatico che impone l'uso di varietà più resistenti, rispetto al passato, ad agenti atmosferici e a patogeni alloctoni. Pertanto è necessario ricercare tecniche in agricoltura e in zootecnia non solo ecocompatibili e ecosostenibili ma anche più produttive e adeguate ai nostri tempi.

Da sempre, da quando è nata l'agricoltura circa 10.000 anni fa, l'uomo si è impegnato nel miglioramento genetico attraverso le operazioni di impollinazioni incrociate e di selezione con la nascita di ibridi alto-produttori. Ma questo ormai non basta. Il miglioramento genetico non consente di sviluppare resistenza verso agenti chimici o biologici. I terreni incolti sono sempre di meno. Non è possibile pensare di sottrarre altre foreste al pianeta per i ben noti problemi dell'effetto serra. E l'aumento della popolazione mondiale bussa alle porte. Nei luoghi della Terra dove è possibile si devono prevedere due raccolti l'anno.
Ed ecco che la tecnologia del DNA ricombinante sembra essere una strada percorribile ma non la sola perché per certi aspetti ha già dimostrato qualche limite.

La presentazione che segue percorre la strada del miglioramento genetico dagli albori della civiltà contadina ai giorni nostri, prende in considerazione qualche esempio di OGM (organismo geneticamente modificato) e i relativi obiettivi ed illustra le principali biotecnologie in campo zootecnico. Non è certamente esaustiva vista l'ampiezza e la complessità dell'argomento; è solo un primo approccio valido per fissare i concetti principali.

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Un fisiologo vegetale paragona i suoi pomodori OGM con la varietà Endless Summer coltivata in Florida; entrambi contengono il gene bioingegnerizzato ACC sintasi
Fig. 1 - Pomodori OGM
Fig.1 - Pomodori OGM
By Jack Dykinga (https://www.ars.usda.gov/oc/images/photos/k5915-1) [Public domain], via Wikimedia Commons